Il tema caratterizzante questo centro è la straordinaria ricchezza di acque che sviluppa una vegetazione rigogliosa ed assicura, anche nelle estati più torride una piacevole frescura. Oltre ai principali corsi d'acqua, esplorando il territorio di Vazzano scopriamo qua e là un tesoro di fonti, fontanili, sorgenti, polle, ruscelletti chiassosi e limpidissimi.
L'abitato sorge sul versante orientale dell'incisione del fiume Mesima, a chiudere verso Nord, con insediamenti di mezza collina, tra i torrenti Lanzo e Musa, sui resti della romana Subsicium, ubicata nella vallata del Mesima e segnata nell'itinerario di Antonino Pio. Scacciati dalla malaria, gli abitanti si rifugiarono in località Belforte, antica fortezza romana di cui sono ancora visibili i resti, dove risiedeva una comunità monacale Bizantina. Una lapide in pietra, ritrovata nei pressi di Vazzano, riporta la scritta Vazzani in data 1101, per cui si suole far risalire la sua origine appunto intorno all'anno mille.
Il nome si fa derivare da un patronimico Vatius, ma come per tanti altri centri della Calabria, non è documentato da testimonianze scritte, quindi non se ne ha ancora conferma. Il nome, si dice inoltre derivi da Batianum, aferesi di Abbatiuanum, cioè abbazia o convento.
E ancora, il nome, secondo alcune testimonianze artistiche, deriverebbe dall'abbazia basiliana che si trovava nella zona di Belforte, i cui abitanti nel corso di decenni si trasferirono (oggi è l’attuale sito dove sorge Vazzano).
Le sue vicende, raccontate dai cronisti storici, sono databili ad iniziare dal 1783, anno in cui venne raso al suolo, insieme alle altre frazioni di Santabarbara e San Leo: allora gli abitanti si trasferirono sull'attuale sito.
Già casale di Vallelonga, in seguito venne smembrato per passare nel dominio del convento di Soriano. I francesi, per decreto del 4 maggio 1811 istitutivo dei Comuni e Circondari, considerono Vazzano e Santa Barbara tra i primi, assegnandoli nel circondario di Soriano. Nel riordino borbonico, effettuato per legge 1 maggio 1816, venne riconfermato nella medesima giurisdizione, e citato con il solo nome di Vazzano. Nel suo territorio vi era un convento dei padri Agostiniani, scomparso nel 1809.
Edifici di rilievo sono:
i reperti del romano Subsícíum: costituiti da avanzi di torre di avvistamenti, da ruderi del palazzo ducale, della chiesa, da resti della cinta muraria e dai ruderi dell'antica Belforte.
Acquarium civico: istituito negli anni 90, raccoglie reperti archeologici provenienti dalla località di Belforte dalla quale sono state recuperate numerose suppellettili.
La chiesa matrice dedicata a San Nicola Vescovo: il Santo è anche il Patrono della cittadina. La Chiesa, edificata nel 1650, venne ricostruita dopo i terremoti del 1783; l'interno è ad un'unica navata, con soffitto a cassettoni e conserva al suo interno alcune statue processionali.
La chiesa di San Francesco: denominata chiesola, di origine antiche, fu riedificata sui resti di un'altra chiesa detta dell'Assunzione. Ha una facciata neoclassica ed all'interno, in stile barocco, si conserva una statua lignea a grandezza naturale di San Francesco di Paola opera del serrese Vincenzo Scrivo.
Il chiostro di San Francesco da Paola: suggestivo elemento architettonico situato all'entrata del paese, realizzato nel 1983.
Palazzo Fuscà-Luciana: interessante elemento architettonico di dimora signorile.
Portali in pietra: realizzati alla fine dell'800', sono residui architettonici di antichi palazzi appartenenti alle famiglie nobili dei Fuscà e dei Fazzalari.
Il museo della civiltà contadina: raccoglie elementi dell'arte minore ed è ubicato nei locali dell'Amministrazione Comunale; fu realizzato nel 1984.
Interessante l'ambiente montano, che offre la possibilità di compiere numerose passeggiate tra i boschi, ed i pianori, sulle pendici della Serre Calabre. Chi percorre sentieri e mulattiere del territorio di Vazzano potrà scoprire una ricca successione di fasce vegetazionali, dai boschi di aceri e querce ai castagneti, alla flora di alta collina, ricca di erbe officinali.
I boschi concernono tre località denominate: Mundalora, Squelle e Nigliari. Visitando il centro storico di Vazzano sono visibili elementi di archeologia industriale; negli slarghi e nelle viuzze sono ubicate alcune botteghe artigiane del legno e del ferro. L'economia è a base agricola; si producono frumento, olive, uve, ortaggi, frutta, miele e fichi d’india. Il patrimonio zootecnico comprende l'allevamento di bovini, ovini e caprini; molto ricercati i latticini ed in particolare la ricotta; fiorente lo sviluppo dell'apicoltura.