L'abitato di Pizzoni si trova sulle falde occidentali del monte Mazzuolo, a 290 msl.
Detto anche Pizzone e Cerasia, fu in origine casale di Vallelonga, ed appartenne al convento dei Domenicani di Soriano.
Relativamente alle sue origini, se ne stima la fondazione intorno all'anno 1000. In realtà non vi sono notizie documentate, la tesi più attendibile è che Pizzoni sia stato fondato da alcuni abitanti di Pizzo Calabro per sfuggire al pericolo rappresentato dai Saraceni provenienti dal mare, all'epoca delle incursioni piratesche.
Nella seconda metà del quattrocento era un agglomerato di case e Motta di Pizzoni era posto sotto la baronia di Vallelonga.
Sul lato sinistro del fiume Cerasia sorgeva il convento di San Basilio, fondato dai monaci Basiliani, dove Tommaso Campanella organizzò la congiura contro gli Spagnoli, prima di essere arrestato. Il centro fu quasi interamente distrutto dal terremoto del 1783, ma presto venne riedificato nello stesso punto. Fu feudo dei Caraffa, dominio dei Borboni e conobbe un discreto sviluppo economico grazie alle "calcare" (fornace per la cottura dei laterizi).
Reso autonomo nel 1799, quando il generale Championnet diede un nuovo ordinamento amministrativo alla Calabria, venne poi annesso al cantone di Tropea. I francesi, per effetto della legge 19/01/1807, ne fecero l’Università, nel cosiddetto Governo di Soriano. In seguito,con decreto 4 maggio 1811, venne istituito Comune.
Pizzoni gode di bellezze paesaggistiche, con scorci ambientali non ancora compromessi, che realizzano una interessante offerta ecologica ed una naturale attrattiva turistica.
Fortemente suggestivo è il singolare scenario ambientale formato dalla costiera montana che divide in due il paese, attraversato dal fiume Cerasia; con un unico sguardo si possono cogliere una straordinaria varietà di ambienti, paesaggi e scorci naturali.
Su per il costone si incontrano ancora antiche piante di ulivo, fra i rovi di more e le siepi di origano, che mischiano i loro aromi con le odorose fragranze della ginestra e del mirto.
Interessanti elementi architettonici sono:
La Chiesa del Rosario: la Chiesa accoglie i ruderi del convento di San Basilio.
La Chiesa di San Francesco di Paola: all'interno è custodita una croce a stile a lamine d'argento, opera quattrocentesca, forse proveniente dal convento di Soriano. Nella sacrestia si trova un prezioso parato in raso di fattura cinquecentesca.
La chiesa dell'ex congrega dei Sette Dolori: vi sono conservati, una statua lignea della Madonna della Grazia del napoletano Mancini, (secondo alcuni opera cinquecentesca del Gagini), un piviale in seta e oro ed un pianeta, tutte opere del settecento.
La chiesa di San Nicola: custodisce una tela settecentesca di scuola napoletana rappresentante Cristo, che porge le chiavi a San Pietro. La chiesa ha una struttura settecentesca; fu ricostruita in stile romanico dopo i gravi danni subiti dal terremoto del 1908.
La fontana delle Sirene: molto caratteristica, risale al 700' e fu scolpita da Giuseppe Drago. Le ricerche archeologìche condotte nel territorio hanno riportato reperti di probabile origine magnogreca. Pregevole è l'artigianato con la lavorazione del ferro battuto.
La biblioteca Comunale di Pizzoni custodisce una ricca raccolta di libri di genere informativo e divulgativo, catalogati per autore.
L'economia è a base agricola, con produzione di cereali, uve ed olive oltre che lino.Il patrimonio zootecnico è dato da ovini e caprini, da cui la produzione a carattere familiare di formaggio e ricotta. Particolare la produzione del miele di varie qualità.
In passato si allevava il baco da seta.
E’ utile segnalare inoltre la presenza di un suggestivo centro storico.
Il nucleo urbano antico è formato da compatti complessi abitativi e dai vicoli, viuzze, sottopassi, vicoli, gradinate, nati all'epoca della prima strutturazione urbana.