Centro agricolo del Monte Poro, situato sul versante Sud- Occidentale dell'altopiano digradante verso il golfo di Gioia, il centro urbano di Joppolo è collocato su un costone tufaceo, costituito dall'antico nucleo storico di formazione medievale, che presenta una struttura solidale ed arroccata in posizione dominante sul Tirreno.
Nel volgere dei tempi ha subito un forte grado di trasformazione socio- demografica e urbanistica che ne hanno caratterizzato il volto attuale.
Il processo modificativo più rilevante, di tipo storico-sociale, dell'aggregato urbano, si registra, a Joppolo, con la formazione del centro sdoppiato della marina e con una prima fase di riedificazione del reticolo urbano, di più antica formazione, negli anni che coincidono con l'istallazione di grandi insediamenti turistici, caratterizzati dal tracciato delle infrastrutture ferroviarie a servizio della tratta per la Salerno- Reggio.
Il nucleo antico sorse nei pressi di un castello, costruito agli albori del 1300 da Artemidoro Joppolo, capitano di Carlo II, d'origine siciliana. Si racconta che nel proseguo di tempo Artemidoro Joppolo edificò un altro castello, posto alle falde meridionali del Poro, su un dosso allo sbocco della fiumara omonima, con una splendida posizione verso il golfo di Gioia Tauro, anticamente chiamato Golfo dell'Aria.
Si narra che Peleo, pronipote di Artemidoro, avendo parteggiato per Ludovico d'Angiò, nel 1406 venne spogliato dai possedimenti da Re Ladislao, e costretto a ramingare con i figli, moriva poi a Volterra.
Il nome di Joppolo si tramanda provenga da S. Euplo, martire cristiano del IV secolo e le sue origini si identificano con l'esodo della popolazione greca di Sicilia sotto la dominazione bizantina. Il centro veniva affidato a Covella Ruffo, la quale nel 1442 lo consegnò al figlio Marino Marzano. Nel 1495 era di Tommaso Calatamiti, che lo permutava con i Pignatelli, sotto i quali rimase fino al 1572.
Passò poi ai Galluppi di Tropea, ai Russo di Scilla, ai Mottola d'Amato e ai Melacrinis di Pizzo, che lo tennero fino all'eversione della feudalità 1806.
Assieme a Coccolino, subì molti danni con il terremoto del 1783, nonché, in seguito, con il sisma del 1905.
Nel passato Joppolo fu un importante centro di vita monastica, vi sorgeva infatti il monastero di San Sozonte.
Alcuni manufatti di terracotta sono stati rinvenuti in localìtà Olìveto. Accanto alle tradizionali risorse agricole, sono presenti delle buone sorgenti d'acqua oligo-minerale.
Gli edifici di interesse storico sono:
La torre Parnaso:ubicata presso la costa è un elemento di architettura militare facente parte del dispositivo difensivo costiero del Regno di Napoli che fu edificata nel XVI' secolo per controllare eventuali invasioni dei Turchi.
La struttura è di forma cilindrica, con una scalinata posteriore d'accesso è visitabile all'interno.
Un'altra torre di avvistamento sorgeva a Coccolino, in un palazzo adibito a carcere, anticamente appartenente ai baroni Melagrinis e ai Cordopatri.
il santuario della Madonna del Carmine: fondato da Frà Carmelo Falduti, umile ed illetterato pastore, nato nella vicina Caroniti il 4 Ottobre 1845. Si racconta che Frà Carmelo Falduti ebbe l'ispirazione direttamente dalla Madonna che gli sarebbe apparsa in questo stesso luogo, mentre sonnecchiava accanto alle sue pecore che pascolavano.
Fra Carmelo riprese le strade, allargò lo spazio del suo itinerario, e con l’aiuto di alcuni benefattori verso l'anno 1887 pose le fondamenta della nuova chiesa, inaugurata il 1 Luglio del 1894. Nel 1927,poi, venne costruito il campanile. Dal 1975 la cura del santuario è affidata alle Oblate del Sacro Cuore.
Al suo interno si conserva una statua lignea della Madonna del Carmine, scolpita a tutto tondo, opera del XIX secolo; pregevole è anche il Crocifisso ligneo a figura intera risalente al seicento.
Nei pressi del santuario è ubicata una fontana a tre bocche a forma di fiori, con vasche in pietra granitica, di forma rettangolare del 1892.
le grotte del Poro: presunti santuari dedicati al Dio iranico Mitra, divinità solare.
Il villaggio Caroniti: frazione di Joppolo, costituito da casette in pietra e da caratteristiche viuzze, offre un esempio dell'architettura rurale del Poro. Si vantano i Caronitesi di aver dato i natali a San Gennaro, patrono del paese, di cui posseggono una statua lignea del 1500.
La chiesa di San Gennaro, ubicata nella frazione Caroniti, ha un'unica navata, edificata nel XVI' secolo per volere della famiglia De Gennaro di Nicotera, venne poi distrutta dal terremoto del 1783 e riedificata nel 1792.
La chiesa dell'Immacolata: ubicata nella frazione di Coccorino, conserva la tipologia architettonica dello stile barocco; al suo interno si conserva la statua lignea della Madonna, opera di artigiani serresi, risalente al '500. Caratteristica è la sua posizione, ubicata sul costone, lungo il percorso di mezzacosta.
Nella frazione di Coccorino, il 25 Novembre si festeggia il patrono San Mercurio.
La chiesa di San Sisto: fu edificata alla fine dell'800, nel luogo dove i monaci basiliani eressero un cenobio.
La chiesola: edificata nel 1300, non utilizzata per il culto, versa in condizioni di degrado.
L'agricoltura è la base dell'economia del paese con una prevalente produzione di frutta e mandorle.
La qualità dei pascoli consente l'allevamento di razze pregiate di ovini e bovini, da cui il famoso formaggio del Poro, specialità gastronomica del posto, oltre ai fichi d'india infornati.
L'artigianato è presente presso alcune famiglie che usano ancora il telaio a mano per confezionare coperte e scialli di lana e di seta.
Nel territorio si trovano cave di porfido e di granito.
L’ambiente si caratterizza per la presenza di una pineta alta e una pineta bassa. Dall’alto si può osservare un paesaggio ineguagliabile, che va dal faro del porto di Milazzo allo stretto di Messina, alla costa Viola, al porto di Gioia Tauro, ai Giardini di aranceti della piana di Rosarno, per poi risalire verso Capo Vaticano, con la vista delle isole Eolie e la meravigliosa trasparenza del mare.
Caratteristici sono i sentieri naturalistici, denominati Corizzi, la Valle, Torrente Morte-Fosso, Lolis-Monte Poro, Siroto-Caroniti, che presentano una interessante flora e fauna marittima. Anticamente erano presenti anche alcuni mulini ad acqua.
Nella frazione Coccorino, esistono delle miniere dove si estraeva il salgemma, oggi chiuse.
A partire dai decenni postunitari, Joppolo si è affermato con una intensa espansione urbana e demografica, sorretta da adeguati impulsi produttivi e di sviluppo, resistendo agli effetti devastanti dei conflitti mondiali e agli scompensi determinati da forti flussi migratori.
Caratteristica distintiva dei processi di espansione urbana e demografica venuti avanti nei decenni contemporanei, è la massiccia urbanizzazione della fascia marina, in funzione abitativa e ai fini della ricettività turistica, con insediamenti di rinomati villaggi.
Rinomata località turistica, sono molte le sacre estive: del formaggio, del polipo, dei fichi d'india.